I MIEI PASSATEMPI


Cucina

Fiori

Chiacchierino

Applicazioni

trecce lampada

Maglia

 

  brindisi-2.jpg

  Chiacchiere

 

  

 

 

Commenti recenti

Immagini a caso

  • marmellata di melagrana
  • funghi.jpg
  • SDC10376.jpg
  • il-fiore-del-mistero.jpg
  • SDC10379.jpg

Testo Libero

SDC11008

 

Una decorazione preziosa firmata D P






Ma se metto il naso fuori del mio giardino...........

Le rose del mio giardino 
Le rose del mio giardino


La pesca Paola esemplare unico dell'unico pesco del
mio giardino


Monday 13 february 2012 1 13 /02 /Feb /2012 21:39

CIAMBELLINE DI PATATE

 

 

 

Ciambelle di patate

 

 

 

Nel periodo di carnevale queste deliziose ciambelline sostituivano i biscotti che accompagnavano il te.  Le friggeva mia madre e ce le portava verso le 5. Non perchè ci sentissimo molto inglesi ma perchè mia madre tornava dal lavoro alle 4 e, impasta, lievita e friggi arrivavano le 5 o anche le 6 e noi ragazze alzavamo la testa dai libri scolastici e facevamo onore a queste meritevoli e fragranti creature ben liete di interrompere quel doveroso impegno che ritenevamo lo studio. Non lascio mai passare un carnevale senza friggerle almeno una volta. Piacciono a tutta la mia famiglia ma io ci ritrovo tante cose: la mia giovinezza, la dedizione di mia madre, la disinvoltura del carnevale, il calore dell'amicizia, il profumo del passato immerso nei ricordi legati a una casa che non è più mia ma che sarà mia per sempre. Ecco la ricetta:

 

Farina 00  250 gr.

Patate 250 gr.

burro 25 gr.

1 bustina di vaniglia

1 cucchiaio di zucchero

25 gr di lievito di birra

2 uova

 

Fare bollire le patate,  sciacciarle con una forchetta e mescolarle alla farina, alla vaniglia e allo zucchero. Creare un cratere nel quale rompere le uova,spezzettare il burro e sbiciolare il lievito. Impastare bene. Formare dei bastoncini come per fare degli gnocchi, arrotolarli e chiuderli a cerchio. Infarinare bene il tagliere e depositarvi le ciambelle. Lasciarle lievitare fino a raddopiare il volume. Preparare una padella con tanto olio da farle galleggiare e friggere. Appena tolte dal fuoco scolarle su carta soffice e immergerle immediatamente nella zucchero semolato. Sono sicura che non ci troverete tutto quello che ci trovo io ma certamente saprete apprezzarle. 

Di Liliana - Pubblicato in : Cucina
Scrivi un commento - Vedi 1 commenti
Tuesday 1 november 2011 2 01 /11 /Nov /2011 18:56

 

marmellata di melagrana 

 

Marmellata di melagrana 

 

 

 

 Come sono arrivata fin qui? Per una intuizione e per essermi trovata in casa  un gran cesto di melagrane. Il frutto è insolito per la marmellata perchè il risultato della sua elaborazione è liquido e, senza polpa di frutta, la marmellata è difficile da realizzare. Si può usare il fruttapec del quale sono piuttosto nemica perchè a me piace tutto quello che è naturale. Non che il fruttapec non lo sia perchè è un astringente che si ricava dalla frutta, ma è innaturale il risultato al quale si arriva usandolo. Innaturale perchè dall'aspetto gommoso. La marmellata invece deve avere un aspetto tra il solido e il fluido, insomma un aspetto da marmellata. Allora ho pensato alle mele che contengono pectina e ho agito..... Innanzitutto ho sbucciato le melagrane e le ho sgranate

  melagrana pelatamelagrana sgranata

 

Poi le ho frullate, schiacciate in un colino per eliminare l'interno coriaceo degli acini ed ho raccolto il succo in un contenitore di vetro adatto al microonde, ho sbucciato e ridotto a dadini tre mele e le ho aggiunte al succo

  melagrana frullataaggiungi mele

 

ho cotto  al microonde a 750w di potenza per dieci minuti poi  ho frullato tutto e, su un chilo di polpa e succo ,ho aggiunto 350 gr di zucchero 

melagrana e mela bollitamelagrana e mela frullata

 

ho mescolato bene per fare sciogliere completamente lo zucchero ed ho fatto bollire al microonde  mescolando ogni 10/15 m.  finchè la marmellata non ha raggiunto la consistenza giusta. Per saggiare la consistenza della marmellata basta far colare alcune gocce su un piatto e soffiarci sopra. Quando il liquido stenta a scorrere la marmellata è pronta. In questo caso sarà d'aiuto la pectina presente nelle mele.

Ottenuto il risultato desiderato ho scaldato in forno alcuni barattoli di vetro sterilizzati in precedenza, li ho riempiti di marmellata bollente, li ho chiusi bene e lasciati raffreddare. Il clic del coperchio che va in decompressione  avverte quando sono pronti per metterli in dispensa in attesa di essere usati per una profumatissima crostata.

 

 

 

Di Liliana - Pubblicato in : Cucina
Scrivi un commento - Vedi 1 commenti
Monday 14 february 2011 1 14 /02 /Feb /2011 15:38

 

14 FEBBRAIO 2011

The best

 

 Un omaggio semplice.....come tutti gli anni. Perchè tutte le volte mi sorprendo?...Grazie per il fiore e per quello che cela....gentilezza,sollecitudine,tenerezza,cortesia,stima...sto sfogliando i petali della rosa....intensità di sentimenti....sto ammirando il colore...collaborazione e forza nelle avversità.... Anche il più bel fiore nasconde delle insidie. Insieme e con accanimento recidiamo le spine.rosa pav.p.p.

Di Liliana - Pubblicato in : Chiacchiere
Scrivi un commento - Vedi 2 commenti
Saturday 12 february 2011 6 12 /02 /Feb /2011 10:27

 

E' una ricetta che ho ereditato dai miei amici liguri. Una vecchia ricetta che valorizza, pur non avendone bisogno perchè è un alimento noto oramai a tutti e servito in tutte le salse e in tutte le tavole, il valore e il sapore dello stoccafisso e del baccalà che poi sono la stessa cosa. Per fortuna i norvegesi hanno trovato il modo di conservare i loro preziosi merluzzi e ,per altrettanta fortuna, qualche intraprendente italiano ha intuito l'importanza di questo alimento e ha sentito la necessità di farcelo conoscere. Guarda un po' cosa ha donato tutto questo alle nostre tavole. Ho provato a farla la  prima volta per la mia tavola e per i miei consueti commensali che poi si riducono a mio marito e me. Mi è venuta bene e mi sono lanciata a farla per mia figlia , mio genero e mio nipote che sono piuttosto recalcitranti di fronte al pesce perchè è pesce. Siccome in entrambi i casi abbiamo tutti leccato,come si suol dire, anche la padella  mi sono di nuovo esibita in una cena tra amici ai quali ho voluto dedicare una serata tutta ligure in onore a quella terra che mi ha ospitato generosamente per 37 anni. Ho cominciato con formaggetta e olive taggiasche . Le olive non ho avuto difficoltà a trovarle ma la formaggetta ,che è confinata tra Piemonte e Liguria ,me la sono dovuta inventare. Ha avuto successo solo perchè i miei ospiti non conoscono la formaggetta vera che è una libidine per il palato soprattutto se condita con  peperoncino e olio della riviera e  mangiata con la farinata che è stato il secondo pezzo forte della serata. Il primo era una pasta al forno verde ( per farla verde ho impastato farina, uova e boragine- altro alimento consueto tra le verdure liguri) e pesto naturalmente di basilico e pinoli. Ma la portata regina è stata la mia

 

BURIDDA DI BACCALA'

 

 ecco la ricetta 

                 

Per 4 persone

                                                                             

500 gr di  baccalà 

200 gr di pomodoro

4 o 5 patate medie

30 gr di pinoli

150 gr di olive nere

4 filetti di acciughe dissalati

1 cipolla piccola,1 spicchio d’aglio,1 carota,1 gambo di sedano,prezzemolo

Olio

1 bicchiere di vino bianco secco

Sale pepe 

 

 

Buridda in pentola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Innanzitutto bisogna squamare i filetti di baccalà ,spinarli se è il caso e tagliarli a tocchetti.

Preparate un trito con cipolla, carota, aglio e sedano e soffriggete delicatamente in olio di oliva  sciogliendovi dentro i filetti di acciuga con l'aiuto  dei rebbi di una forchetta. Aggiungete olive ,pinoli e prezzemolo e sfumate col vino bianco. Quando l’alcool del vino è evaporato versate nella pentola i tocchetti di baccalà e lasciate insaporire aggiungendo il sale e il pepe. Bisogna fare attenzione e non dimenticare che il baccalà può essere salato e considerare la qualità delle olive che si adoperano nella ricetta. Se sono di quelle sotto sale  contribuiscono certamente alla salatura. Rosolate il baccalà per pochi minuti rigirandolo delicatamente nel soffritto quindi versate il pomodoro e lasciatelo amalgamare poi  aggiungete le patate ridotte a tocchetti e dopo qualche minuto aggiungete acqua calda. Lasciate cuocere  finchè le patate non saranno tenere.

 

Osservazioni.

 

Le olive dovrebbero essere della qualità “taggiasca” che sono il giusto coronamento di questa ricetta. In mancanza le nostre olive sotto sale sono ugualmente perfette.

 

Se si adopera lo stoccafisso, per il quale questa ricetta è nata, dovrà avere qualche minuto di cottura in più.

 Torniamo alla mia serata che in fondo è stata l'ispiratrice della mia ricetta.

 Non faccio menzione del dessert perchè non era ligure e sinceramente non lo ricordo. Forse un insieme di biscotti amaretti e chicchi di caffè (rigorosamente fatti in casa) accompagnati da cioccolatini anzi torroncini al cioccolati di provenienza?...piemontese...mi sono tenuta nelle vicinanze.

Com'è andata la serata? Benissimo direi. Io ho messo in sottofondo quella meravigliosa canzone in dialetto genovese "Ma se ghe pensu" nella versione del genovesissimo e compianto Bruno Lauzi e un nostro amico, di origine salernitana, dietro nostra sollecitazione ha recitato la poesia di Totò "A livella" nel suo coloratissimo dialetto. Piacevole e gradevole questa mescolanza di regioni dato che in tavola "i nativi" parlavano tra loro il dialetto locale. Tutto all'insegna dell'ilarità e dell'armonia. Non male di questi tempi.

 

 

  La mia buridda-copia-1

 

 

 

Di Liliana - Pubblicato in : Cucina
Scrivi un commento - Vedi 0 commenti
Sunday 6 february 2011 7 06 /02 /Feb /2011 15:26

SERATA IN FAMIGLIA

 

Nell'euforia della preparazione e in attesa degli ospiti mi è sfuggito il fatto che avrei dovuto fotografare il risultato del mio lavoro. Non è stato difficile preparare la cena, anzi. Considerato che mi piace cucinare e particolarmente impastare e controllare il lavoro dei lieviti attraverso i vetri delle boules nelle quali metto i miei pani a "fermentare", ho passato un pomeriggio piacevole e affacendato. Ho calcolato benissimo i tempi e, i cibi che dovevano essere pronti ancora fragranti di forno, erano pronti e quelli che vanno mangiati appena sfornati erano al giusto punto di preparazione e coi profumi giusti nel momento in cui è arrivata la sera e gli ospiti.

Apriamo il portone di casa, facciamo festa e convenevoli, ridiamo e scherziamo ,siamo contenti di vederci, annusiamo l'aria calda e accgliente della casa ,respiriamo il fresco dell'esterno che gli ospiti portano con se assieme agli omaggi per l'invito e per la cena e per i padroni di casa. Siamo allegri, contenti.....Su su in tavola... dove ci mettiamo?....Posso lavarmi le mani...? metti i dolcetti in frigo c'è dentro del mascarpone...la birra è alla spina....i cioccolatini sono quelli che mi sono dimenticata di portarti l'ultima  volta che abbiamo cenato assieme....ah!ah!  te li potevi mangiare..... Nel fermento e nella concitazione del metterci rumorosamente in tavola mi sono dimenticata di fare le foto ed ecco.... gli avanzi. Ma non mi piace questa definizione. avanziPreferisco chiamarli superstiti. Si superstiti commestibili di una serata intima in famiglia.

I raggi del sole del mattino che li incrociano attraverso i vetri ,non bastano a nascondere il loro aspetto stazzonato per una  notte insonne passata a raccontarsi sensazioni ed emozioni carpite ad una serata che è stata bella anche per loro.

Re della serata il pane elemento principe della tavola fatto con quella linfa vitale che è il lievito madre, sposato alla nobile farina e alla essenziale acqua. Pane semplice, pane colorato alle spezie, pane in bocconcini poco più grandi di una noce, pane tramutato in pizza classica e in pizza inventata dalla mia fantasia. Il pane fa famiglia e la famiglia è stata il perno della serata. Una serata pacata,serena,distesa.

Dietro a noi il passato remoto e recente dei legami familiari stretti, quelli che creano un vincolo indissolubile.

Con noi il presente incalzante dei fatti quotidiani con la politica sporca e mastricciona che infesta e funesta i nostri giorni...non si può fare a meno di parlarne...ne parlano le televisioni, i giornali, la gente in strada... la conversazione non può non cadere lì... ma questo non può turbare la nostra armonia.

Nei racconti esilaranti del nostro quotidiano domestico c'è il transito discreto dei figli e nipoti. E poi dei genitori presenti e definitivamente assenti ma mai sepolti.

Due sorelle, una sorella "honoris causa"tre fratelli acquisiti dopo una lunga vita coniugale ( s'intende fratelli fra loro...le mogli rimangono mogli..non confondiamo..)

E allora quelli che rimangono in tavola li vogliamo chiamare avanzi?

Nell'atmosfera calda e pacata della serata le pizze un po' classiche e un po' inventateavanzi8

 

 

i paniniavanzi9

 

le olive( sparite. Troppo appetitose)  il formaggio di fossa i fichi caramellatiavanzi6

le castagnole,avanzi7

 

i cioccolatini rustici e fatti in casa e quelli di marcaavanzi5

 sono diventati parte della famiglia, hanno comunicato con noi e noi  abbiamo dato loro un'anima. 

Allora mi viene spontaneo pensare che "i superstiti",mentre noi dormivamo sereni e appagati dalla bella serata,hanno vegliato raccontandosi, durante la notte, quanto sono stati bene con noi. Questa mattina, anche se stazzonati, ancora trasudano riconoscenza. Grazie da parte loro a tutti i commensali. Mi firmo     

                                       La padrona di casa.

 

 

 

Di Liliana - Pubblicato in : Chiacchiere
Scrivi un commento - Vedi 3 commenti

Presentazione

Crea un Blog

Calendario

June 2012
M T W T F S S
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30  
<< < > >>

Categorie

Crea un blog gratis su over-blog.com - Contatti - C.G.U. - Remunerazione in diritti d'autore - Segnala abusi