Sunday 6 february 2011
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15:26
SERATA IN FAMIGLIA
Nell'euforia della preparazione e in attesa degli ospiti mi è sfuggito il fatto che avrei dovuto fotografare
il risultato del mio lavoro. Non è stato difficile preparare la cena, anzi. Considerato che mi piace cucinare e particolarmente impastare e controllare il lavoro dei lieviti attraverso i vetri
delle boules nelle quali metto i miei pani a "fermentare", ho passato un pomeriggio piacevole e affacendato. Ho calcolato benissimo i tempi e, i cibi che dovevano essere pronti ancora fragranti
di forno, erano pronti e quelli che vanno mangiati appena sfornati erano al giusto punto di preparazione e coi profumi giusti nel momento in cui è arrivata la sera e gli ospiti.
Apriamo il portone di casa, facciamo festa e convenevoli, ridiamo e scherziamo ,siamo contenti di vederci,
annusiamo l'aria calda e accgliente della casa ,respiriamo il fresco dell'esterno che gli ospiti portano con se assieme agli omaggi per l'invito e per la cena e per i padroni di casa. Siamo
allegri, contenti.....Su su in tavola... dove ci mettiamo?....Posso lavarmi le mani...? metti i dolcetti in frigo c'è dentro del mascarpone...la birra è alla spina....i cioccolatini sono quelli
che mi sono dimenticata di portarti l'ultima volta che abbiamo cenato assieme....ah!ah! te li potevi mangiare..... Nel fermento e nella concitazione del metterci rumorosamente in
tavola mi sono dimenticata di fare le foto ed ecco.... gli avanzi. Ma non mi piace questa definizione.
Preferisco chiamarli superstiti. Si superstiti commestibili di una serata intima in famiglia.
I raggi del sole del mattino che li incrociano attraverso i vetri ,non bastano a nascondere il loro aspetto
stazzonato per una notte insonne passata a raccontarsi sensazioni ed emozioni carpite ad una serata che è stata bella anche per loro.
Re della serata il pane elemento principe della tavola fatto con quella linfa vitale che è il lievito
madre, sposato alla nobile farina e alla essenziale acqua. Pane semplice, pane colorato alle spezie, pane in bocconcini poco più grandi di una noce, pane tramutato in pizza classica e in
pizza inventata dalla mia fantasia. Il pane fa famiglia e la famiglia è stata il perno della serata. Una serata pacata,serena,distesa.
Dietro a noi il passato remoto e recente dei legami familiari stretti, quelli che creano un vincolo
indissolubile.
Con noi il presente incalzante dei fatti quotidiani con la politica sporca e mastricciona che infesta e
funesta i nostri giorni...non si può fare a meno di parlarne...ne parlano le televisioni, i giornali, la gente in strada... la conversazione non può non cadere lì... ma questo non può turbare la
nostra armonia.
Nei racconti esilaranti del nostro quotidiano domestico c'è il transito discreto dei figli e nipoti. E poi
dei genitori presenti e definitivamente assenti ma mai sepolti.
Due sorelle, una sorella "honoris causa"tre fratelli acquisiti dopo una lunga vita coniugale ( s'intende
fratelli fra loro...le mogli rimangono mogli..non confondiamo..)
E allora quelli che rimangono in tavola li vogliamo chiamare avanzi?
Nell'atmosfera calda e pacata della serata le pizze un po' classiche e un po' inventate
i panini
le olive( sparite. Troppo appetitose) il formaggio di fossa i fichi caramellati
le castagnole,
i cioccolatini rustici e fatti in casa e quelli di marca
sono diventati parte della famiglia, hanno comunicato con noi e noi abbiamo dato loro
un'anima.
Allora mi viene spontaneo pensare che "i superstiti",mentre noi dormivamo sereni e appagati dalla bella
serata,hanno vegliato raccontandosi, durante la notte, quanto sono stati bene con noi. Questa mattina, anche se stazzonati, ancora trasudano riconoscenza. Grazie da parte loro a tutti i
commensali. Mi firmo
La padrona di casa.
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