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Medaglioni di melanzane

      

   

Cosa ci può essere di magico in un pranzo.

 

 

    $(KGrHqJ,!pYE7BcvgyW6BPjnKy0t5w~~60 1[1]Un pozzo, un giardino nascosto , del buon cibo di una regione che non conosco bene , dell’ottimo vino tanto genuino che sa di raspo, un’aria incantata di fine estate, una brezza leggera,  parole che rimbalzano allegre sulla tavola, si incrociano con le stoviglie e si impastano col cibo, scivolano leggere addosso ai commensali con simpatica naturalezza.

 

Questo è l’incanto che ho vissuto ieri .

 

Ho scoperto che c’è un posto insospettato al di là della strada statale il cui traffico polveroso, rumoroso e irruente te la rende nemica e indigesta. La attraversi in fretta  per lasciartela alle spalle e ti  rifugi in una stradina che si inserisce tra due file di case. Il varco ti conduce all’interno. Giri a sinistra e incontri un romantico pozzo che evoca storie fantastiche . Perché mi vengono in mente Giulietta e Romeo? Non so. Il pozzo sa di antico e ancestrale. Forse nasconde gli gnomi che vi si sono addormentati in attesa che qualcuno li risvegli, ma noi li lasciamo dormire. Fuori di lì il mondo non è più per loro. Procediamo a destra ed entriamo, guidati, in una casa d’estate, tormentati dal vago timore che la nuova situazione potrebbe farci sentire in soggezione, ma da subito ci rendiamo conto che non sarà così.

 

I nostri ospiti sono speciali.  

 

Lui, pur giovane, è un uomo di altri tempi la cui gentilezza e simpatia transita con naturalezza dalla sua pelle alla tua. Disinvoltamente compito, elegante anche nei bermuda da barbecue, si disimpegna perfettamente tra la brace che non può trascurare ( i cabruschette[1]rboni accesi sono subdoli ) e la conversazione.  Ha il magico potere di abbrustolire il pane lasciandolo chiaro, gradevole alla vista e al gusto, asciutto al punto giusto per i pomodorini che con lui diventeranno bruschetta per solleticare i nostri palati.    

         

Lei è più irruente. Ci accoglie festosa brandendo mestoli e strapazzando pentole, in pieno fermento culinario, come un moderno Don Chisciotte, ma non combatte col nulla, bensì con i prodotti della sua terra che prendono consistenza di manicaretti uscendo dalle sue mani. Pur confessando candidamente che non le piace cucinare sta preparando un mucchio di pietanze appetitose.

La tavola è all’esterno, colorata e festosa come l’aria che  circola in quel giardino inaspettato, perché seminascosto da una siepe di pitosforo, e che benediciamo perché ci regala una piacevole frescura.

Il pranzo è un’immersione nella terra di Puglia…  Cibo vino, aneddoti. Tra di noi si crea un inconsueto legame. Chiacchieriamo, confrontiamo le nostre vite, scopriamo affinità, approfondiamo sensazioni, verifichiamo sintonie e simbiosi, individualità e collaborazione, ordine e libertà …. Intanto mangiamo e apprezziamo. Le pietanze sono buone, fresche e confortate dalla presenza di vari formaggi “etnici” che il nostro palato apprezza perché ne siamo ghiotti. Ruberò alla padrona di casa l’idea dell’abito con cui ha vestito le sue MELANZANE ALLA PARMIGIANA  che io chiamerò

 

MEDAGLIONI DI MELANZANE  

     melanzane-trifolate[1]

Ingredienti:

 

2 melanzane tonde

250  gr. di mozzarella

parmigiano

salsa di pomodoro

100 gr.farina

 sale q.b. olio per friggere, olio EVO

 

Tagliare le melanzane a rondelle,  cospargerle di sale e  depositarle in un colapasta a riposare per un paio di ore al termine delle quali  strizzarle un po’ per privarle dell’acqua in eccesso.  Infarinarle per asciugarle ulteriormente e  friggerle in  padella in un dito di  olio di oliva.  Tagliare la mozzarella a fette e   porre una o più fette ,a seconda della grossezza delle melanzane, sulla metà delle rondelle fritte. Mettere sulla  mozzarella  una cucchiaiata di salsa di pomodoro,  cospargere la salsa con una spolverata di parmigiano e coprire il tutto con l’altra metà delle rondelle fritte. Depositare i “medaglioni” così ottenuti su una pirofila unta d’olio EVO e cospargerli di salsa di pomodoro. Coprire tutto con una generosa manciata di parmigiano o grana. Mettere in forno a gratinare a 180° per 30 m. circa. Se gradito, mettere qualche fogliolina di basilico rigorosamente spezzata con le mani.

 

Nel cuore del pomeriggio constatiamo con rammarico che abbiamo scavalcato di gran lunga il momento di togliere il disturbo. Tergiversiamo un po’ ma ci dobbiamo arrendere. Ci alziamo malvolentieri perché vorremmo che questo delizioso momento non finisse mai.

 

Salutiamo grati e ci auguriamo che questo sia l’inizio di una simpatica amicizia

 

Tornando a casa mi ripropongo di chiedere alla mia amica la ricetta di quelle deliziose polpettine al pecorino e ricotta. Come si chiameranno o come le chiamerò? Polpettine pugliesi?

 

Ieri era il 28 Agosto 2012

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L
Ma guarda un po sempre le ricette ottime.Devo provare subito se riesco.Mi piace che hai passato bellissima giornata a posto osi bello.Bacio Ljerka!
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