L'incontro è stato programmato sotto gli ombrelloni dove nascono amicizie che, da occasionali diventano concrete e durature. Piano piano, protetti da un piccola oasi d'ombra benevola e sfiorati dalla brezza marina indispensabile per non soccombere alla calura estiva, abbiamo, con le chiacchiere, scoperto le altrui anime e lasciato indagare sulle nostre. L'amicizia si è cementata negli anni e viene manipolata come creta attiva nel mese di Luglio, poi lasciata decantare durante gli altri mesi e lasciata respirare, come fanno i vinaioli approfittando delle fasi lunari , con sporadiche, consistenti telefonate, per non perderci l'evoluzione delle nostre vite. Stiamo diventando grandi ed è inevitabile che i nostri acciacchi diventino impertinenti,ma noi lottiamo come belve per arrivare al nuovo mese di luglio e per immergerci, protetti dall'ombrellone, nel bagno rigenerante delle nostre chiacchiere-confidenze.Ma veniamo alla cena "Fratelli d'Italia". I nativi hanno accolto gli amici provenienti dal Piemonte ( ma emanano un forte profumo di Sud-Tirolo), dalla Puglia, dall'Emilia. Si sono fatti annunciare da questo splendido mazzo di fiori che è entrato, a buon diritto, nel mio ricettario . Tra le portate ha colpito in particolare la mia ricetta di
SOGLIOLE ALLA CREMA DI CIPOLLE
INGREDIENTI:
4 sogliole
olio
prezzemolo
1/2 cipolla media
2 cucchiai di aceto
sale
Ungere il fondo di una padella capace di contenere le sogliole comodamente adagiate. Irrorare i pesci con olio e versare negli interspazi l'aceto e il prezzemolo tritato grossolanamente. Tritare la cipolla a coltello e depositarla sulle sogliole. Aggiungere due o tre cucchiai di acqua e coprire. Accendere il fuoco, lasciare alzare il bollore e continuare a fuoco basso per altri 10 minuti agirando la padella per evitare che il pesce si attacchi sul fondo. A fine cottura togliere le sogliole dal loro liquido che, messo in un contenitore verrà frullato con frusta ad immersione e versato di nuovo sulle sogliole
Avvertimento ad uno dei commensali ( e chi ha orecchie per intendere intenda). Nessuno osi chiamare più il vino acqua, nemmeno per scherzare. Attento a Bacco, quel dio rubicondo e godereccio col cappello di grappoli d'uva e di pampini. Ride perchè è naturalmente gioviale e bendisposto. Ma non toccategli il vino onesto e nobile accompagnatore di vivande. Potrebbe ripensarci e punire gli uomini, come hanno fatto altri dei per molto meno, togliendoci la disponibilità dei suoi vini. Ce ne sono di tutti i tipi, di vari colori, di varie profumazioni, di diversa gradazione, fermi o frizzanti, tannici e no, per tutti i palati e soprattutto per tutte le vivande. Non è una bevanda, ma un vellutato solletico che passa sul palato per fare da cavaliere ai bocconi di buon cibo. Lasciamo lavorare le Baccanti. Goderecce anche loro, se non le solletichiamo, continueranno a rifornire le nostre tavole di questo preziosissimo nettare.