Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog

Presentazione

I MIEI PASSATEMPI


Cucina

Fiori

Chiacchierino

Applicazioni

trecce lampada

Maglia

 

  brindisi-2.jpg

  Chiacchiere

 

  

 

 

Testo Libero

SDC11008

 

Una decorazione preziosa firmata D P






Ma se metto il naso fuori del mio giardino...........

Le rose del mio giardino 
Le rose del mio giardino


La pesca Paola esemplare unico dell'unico pesco del
mio giardino


Archivi

18 giugno 2012 1 18 /06 /giugno /2012 20:30

    chiacchiere 0003

 

 

 SDC11392Eccoci qua.Ci siamo cercati e ci siamo ritrovati e siamo giunti  al luogo dell'appuntamento. Gli "organizzatori" del raduno si erano già incontrati, per ovvi motivi ,e si erano già riconosciuti senza difficoltà. Per fortuna loro il tempo passato non ha fatto molti danni. Ma nemmeno sugli altri che sono poi arrivati alla spicciolata. Abbiamo scrutato in lontananza le figure e non ne abbiamo sbagliata una. Bisognava indovinare ma nemmeno tanto...qualche capello in meno, qualche chilo in più,qualche difetto di memoria.....ma man mano che il gruppo si infoltiva,siccome l'unione fa la forza, gli errori di valutazione diminuivano. Non abbiamo sbagliato nemmeno all'arrivo dei professori. La cattedra deve avergli trasmesso l'elisir di giovinezza. Pimpanti e dinamici e smaltati come li abbiamo lasciati.

Convenevoli, baci abbracci.... foto ricordo.

 

SDC11400

Il pranzo è stato delizioso. L'Angolo di Mario offre allo sguardo una generosa porzione di mare e un ampio respiro. Abbiamo mangiato, conversato, scattato foto. La torta è stata un trionfo col suo misto di fresco e antico. Il fresco era  del gelato che ne era l'essenza e l'antico era  della foto che la decorava. 

 

 SDC11406-copia-1     

 

Il commiato è stato lungo, pieno di promesse di rivederci. Il più carino e tenero è stato quello di uno dei "ragazzi" che salutandoci ha detto di avere avuto la grossa fortuna, nella sua carriera scolastica, di essere stato bocciato in seconda per avere l'opportunità di aspettarci e di fare il resto del percorso con noi. Commovente. Ci siamo allontanati a gruppi ma abbiamo continuato a cogliere pretesti per allungare la strada e trascinare i ricordi che non ci volevano lasciare. Il commiato è stato triste. Ci siamo ripromessi di rivederci ancora e credo proprio che lo faremo. Gabriella confezionerà ancora bomboniere, Gabriele offirà ancora fiori, Luisa sarà di nuovo un'ottima segretaria,collaboratrice,editrice e Liliana scriverà ancora ricordi.....Speriamo che l'ordinarietà della vita non ci assorba violentando e liquefacendo la dolcezza di quella grande, duratura  amicizia nata giovane, maturata sui banchi  di scuola, e conservata giovane nel tempo.

 

   

 

     

 

Repost 0
Published by Liliana - in Chiacchiere
scrivi un commento
18 giugno 2012 1 18 /06 /giugno /2012 20:00

 

Son cinquant’anni ovvero

Studenti di ieri

     

1962                   2012

Con le spalle rivolte al mare scendete il meraviglioso V.le della Repubblica facendovi accarezzare dalla bellezza delle raffinate e superbe ville d’epoca coi loro giardini ben curati, fino alla strada statale che la tronca di netto senza toglierne il fascino.chiacchiere 0019

Attraversate la strada quando l’omino verde  del semaforo vi fa l’occhiolino e troverete, alla vostra sinistra, un palazzo sorvegliato da alberi imponenti che si affaccia su un giardino ricoperto di ghiaia.

 Il cartello indica la sede degli uffici pubblici del comune, ma questo edificio ha tutto l’aspetto di un vecchia scuola. Provate ad accendere l’interruttore dei  ricordi, ascoltate e guardate… Sentite? È un tripudio di voci giovani e… Vedete? I due portoni sono spalancati  come fauci in attesa. Al  suono della  campanella  divoreranno lo stuolo di ragazzi che entrano, più o meno riluttanti ma ligi al dovere, per  masticarli  e frantumarli  nella macina della ore scolastiche. Sappiamo che a fine anno una bocca sputerà  quelli che saranno i geometri  e l’altra i ragionieri del domani. A cinquant’anni di distanza, cari ragazzi , siamo irrimediabilmente quelli di ieri. chiacchiere 0001

 Ma  non avevamo freddo coi nostri cappottini anni 50, molto più pesanti degli odierni piumini ma molto meno protettivi? E  come facevamo a percorrere tutta quella strada che conduceva  alla scuola senza l’aiuto di mezzi di trasporto di nessun tipo? Avevamo solo le gambe e i piedi, neanche tanto protetti se pioveva o nevicava . La neve e il gelo erano assidui compagni dei nostri inverni e la strada da percorrere era  lunga.

 Adesso gli studenti vanno tutti al “Campus”: un agglomerato moderno di prefabbricati dalle forme geometriche con pareti fredde e vetrate poco confortevoli. Vanno in bus, in moto, in macchina, tutti verso la stessa direzione come in un film: “Odissea 3000 studenti verso il futuro”. Sono maggiorenni. Allora non lo eravamo. Non potevamo fare assenze senza comunicarlo ai  genitori né giustificarle da soli. Eravamo  grandi e responsabili senza il diritto di esserlo.  Quella bocca spalancata non concedeva tregua. Si doveva entrare. Si marinava la scuola? Lo facevano in pochi. Occorreva la firma dei genitori in calce al libretto delle giustificazioni. Chi osava ingannarne la fiducia?

 Le ragazze si dirigevano verso gli spogliatoi, depositari delle loro “quasi divise” ,tra due ali di ragazzi occhieggianti che lanciavano sguardi indagatori verso quelle più carine per indovinarne le loro procacità nascoste. Allora dovevano indovinare. Oggi non si  deve indovinare più. Adesso si vedono  le mutande, gli ombelichi ,i seni, le cosce e forse oggi nessuno occhieggia più  Oggi si dice “ciao prof”. Noi dicevamo “buongiorno Professore” e ci alzavamo in piedi al loro ingresso e temevamo e  rispettavamo i  titolari di questa qualifica  e forse di alcuni avevamo anche “paura”. Ma proprio a loro dobbiamo quello che siamo oggi e siamo contenti della formazione-educazione che ci hanno impartito.

Eravamo i custodi dell’amicizia, del cameratismo ,dell’educazione, del rispetto.chiacchiere 0011  Dentro le mura di quel bell’edificio dall’aspetto robusto e confortevole abbiamo trascinato, come una massa unica, la parte extra casereccia delle nostre vite. Eravamo affiatati e ben amalgamati . Pur essendo tormentati dal dubbio che le nostre più grandi aspirazioni non si sarebbero realizzate, celavamo  tutto ciò dietro la nostra giovanile allegria, dietro le risate e dietro un cameratismo austero che ci legava come compagni di quell’arduo viaggio che era la scuola di allora ,che ci garantiva un futuro ma che per ottenere il quale ci chiedeva uno sforzo immane.

 Ci siamo lanciati nella vita, ma se ci cerchiamo ci ritroviamo legati a quei fili che ci conducono, a ritroso, al nodo di partenza al quale è legata anche lei, la ragazza che ci ha lasciato improvvisamente e per sempre sul finire di quell’anno scolastico che ci avrebbe visti uscire di lì col nostro bel diploma.

Lei il diploma non l’ha mai conseguito. Sarebbe stato il giusto coronamento di una splendida carriera scolastica. Invece  in una tiepida giornata primaverile  se ne è andata. La notizia è corsa sul filo del telefono cogliendo alla sprovvista noi ragazzi  intenti a preparare quell’esame di maturità che, già pesante di materie e di programmi imprevisti e più vasti del solito, sarebbe stato gravato da quel lutto tremendo che ci avrebbe accompagnato per un bel po’.  In una memoria scritta per lei è stata definita una gazzella. Il riferimento era azzeccato perché la sua figura richiamava proprio la leggiadria di questo animale  nella mobilità dello sguardo, nella leggerezza del corpo e dei capelli semi-raccolti e lasciati accarezzare dal vento in quella parte che sfuggiva ai fermagli  messi come per caso. Ha lasciato in noi il ricordo di una intelligenza vivace e arguta , di una allegria contagiosa, di un sorriso delicato, di una  semplicità  spontanea e senza fronzoli e si è portata via l’illusione di onnipotenza e incorruttibilità dei nostri 19 anni.

Fotografie in bianco e nero e immagini al rallentatore. Alunni e insegnanti. Dentro quel maniero risuonano:  il fragore delle voci di centinaia di ragazzi che parlano assieme, il suono delle campanelle che  scandiscono  il cambio delle materie alla fine di ogni ora , le voci degli insegnanti che impartiscono le lezioni, le voci decise degli interrogati sicuri della loro preparazione e quelle esitanti degli studenti poco preparati, i silenzi delle ore dei compiti in classe …  

Spegniamo l’interruttore dei ricordi. Sono stati l’amalgama che ci ha condotti fin qui.

Oggi  non siamo tutti.  Alcuni di noi sono stati impediti da fatti contingenti mentre di altri sappiamo che sono affaccendati in …..Alte Sfere….. ma non piangiamo parlando di loro. Lo facciamo sorridendo o ridendo come facevamo allora perché sono sempre con noi…anzi…  loro staranno ridendo più di noi perché sicuramente stanno mettendo in fila nuovi banchi davanti ad una cattedra per ricostruire quella mitica 5^ A Comm .le che ci ha promosso ragionieri nell’anno di grazia 1962.             

 

chiacchiere 0003                                                  

Repost 0
Published by Liliana - in Chiacchiere
scrivi un commento
14 febbraio 2011 1 14 /02 /febbraio /2011 15:38

 

14 FEBBRAIO 2011

The best

 

 Un omaggio semplice.....come tutti gli anni. Perchè tutte le volte mi sorprendo?...Grazie per il fiore e per quello che cela....gentilezza,sollecitudine,tenerezza,cortesia,stima...sto sfogliando i petali della rosa....intensità di sentimenti....sto ammirando il colore...collaborazione e forza nelle avversità.... Anche il più bel fiore nasconde delle insidie. Insieme e con accanimento recidiamo le spine.rosa pav.p.p.

Repost 0
Published by Liliana - in Chiacchiere
scrivi un commento
6 febbraio 2011 7 06 /02 /febbraio /2011 15:26

SERATA IN FAMIGLIA

 

Nell'euforia della preparazione e in attesa degli ospiti mi è sfuggito il fatto che avrei dovuto fotografare il risultato del mio lavoro. Non è stato difficile preparare la cena, anzi. Considerato che mi piace cucinare e particolarmente impastare e controllare il lavoro dei lieviti attraverso i vetri delle boules nelle quali metto i miei pani a "fermentare", ho passato un pomeriggio piacevole e affacendato. Ho calcolato benissimo i tempi e, i cibi che dovevano essere pronti ancora fragranti di forno, erano pronti e quelli che vanno mangiati appena sfornati erano al giusto punto di preparazione e coi profumi giusti nel momento in cui è arrivata la sera e gli ospiti.

Apriamo il portone di casa, facciamo festa e convenevoli, ridiamo e scherziamo ,siamo contenti di vederci, annusiamo l'aria calda e accgliente della casa ,respiriamo il fresco dell'esterno che gli ospiti portano con se assieme agli omaggi per l'invito e per la cena e per i padroni di casa. Siamo allegri, contenti.....Su su in tavola... dove ci mettiamo?....Posso lavarmi le mani...? metti i dolcetti in frigo c'è dentro del mascarpone...la birra è alla spina....i cioccolatini sono quelli che mi sono dimenticata di portarti l'ultima  volta che abbiamo cenato assieme....ah!ah!  te li potevi mangiare..... Nel fermento e nella concitazione del metterci rumorosamente in tavola mi sono dimenticata di fare le foto ed ecco.... gli avanzi. Ma non mi piace questa definizione. avanziPreferisco chiamarli superstiti. Si superstiti commestibili di una serata intima in famiglia.

I raggi del sole del mattino che li incrociano attraverso i vetri ,non bastano a nascondere il loro aspetto stazzonato per una  notte insonne passata a raccontarsi sensazioni ed emozioni carpite ad una serata che è stata bella anche per loro.

Re della serata il pane elemento principe della tavola fatto con quella linfa vitale che è il lievito madre, sposato alla nobile farina e alla essenziale acqua. Pane semplice, pane colorato alle spezie, pane in bocconcini poco più grandi di una noce, pane tramutato in pizza classica e in pizza inventata dalla mia fantasia. Il pane fa famiglia e la famiglia è stata il perno della serata. Una serata pacata,serena,distesa.

Dietro a noi il passato remoto e recente dei legami familiari stretti, quelli che creano un vincolo indissolubile.

Con noi il presente incalzante dei fatti quotidiani con la politica sporca e mastricciona che infesta e funesta i nostri giorni...non si può fare a meno di parlarne...ne parlano le televisioni, i giornali, la gente in strada... la conversazione non può non cadere lì... ma questo non può turbare la nostra armonia.

Nei racconti esilaranti del nostro quotidiano domestico c'è il transito discreto dei figli e nipoti. E poi dei genitori presenti e definitivamente assenti ma mai sepolti.

Due sorelle, una sorella "honoris causa"tre fratelli acquisiti dopo una lunga vita coniugale ( s'intende fratelli fra loro...le mogli rimangono mogli..non confondiamo..)

E allora quelli che rimangono in tavola li vogliamo chiamare avanzi?

Nell'atmosfera calda e pacata della serata le pizze un po' classiche e un po' inventateavanzi8

 

 

i paniniavanzi9

 

le olive( sparite. Troppo appetitose)  il formaggio di fossa i fichi caramellatiavanzi6

le castagnole,avanzi7

 

i cioccolatini rustici e fatti in casa e quelli di marcaavanzi5

 sono diventati parte della famiglia, hanno comunicato con noi e noi  abbiamo dato loro un'anima. 

Allora mi viene spontaneo pensare che "i superstiti",mentre noi dormivamo sereni e appagati dalla bella serata,hanno vegliato raccontandosi, durante la notte, quanto sono stati bene con noi. Questa mattina, anche se stazzonati, ancora trasudano riconoscenza. Grazie da parte loro a tutti i commensali. Mi firmo     

                                       La padrona di casa.

 

 

 

Repost 0
Published by Liliana - in Chiacchiere
scrivi un commento
1 febbraio 2010 1 01 /02 /febbraio /2010 18:06

Nella mia stanza all'aperto, all'imbrunire, comincia a nevicare

SDC10596SDC10604


La nevicata è stata copiosa; è durata tutta la notte.La mia stanza all'aperto è piuttosto riparata ma guardate un po'

SDC10611

Possiamo ora dire che comincia il disgelo?

SDC10653

Che magnifica nevicata! Questo angolino di paradiso non mostra il vero volto dell'evento. Affacciamoci dall'altra parte
SDC10622Niente male!SDC10620E poi

SDC10642 Magnifico! Il Generale Inverno si è fatto rispettare!


Repost 0
Published by Liliana - in Chiacchiere
scrivi un commento
16 settembre 2009 3 16 /09 /settembre /2009 21:11

UNA GIORNATA PARTICOLARE

Ho trascorso una bella giornata "fuori porta". Una giornata molto lontana dalle mie consuetudini perchè non mi concedo mai dei lussi del genere ma che è nata comunque dal gioco delle abitudini perchè è il frutto della mia ostinazione a dar risalto all'unico anniversario    che festeggio in qualche modo tutti gli anni.
Quest'anno questa mia ostinazione mi ha condotto in un posto che non conoscevo immerso
nelle colline di questa terra in cui vivo e di cui ho gustato e assimilato ora dopo ora la struggente dolcezza, spalmata nella vastità del paesaggio, affacciata alla terrazza di un agriturismo che emana profumi e aromi diversi da quelli che richiede il luogo.

Appena entri e ti guardi intorno, e ti siedi in tavola, e spalanchi le fauci, e addenti il cibo, e bevi il vino, e gusti i sapori, e t'inebri con gli odori, ti accorgi di essere entrato in un'oasi di Sardegna.
I formaggi molli sono adagiati su un letto di insalata tenera nel colore e al palato, la ricotta ha il tepore del latte appena munto con un gusto misterioso e arcano, i pecorini compatti e forti hanno sposato  bene il Vermentino che, nonostante i miei dubbi, si è armonizzato con loro, anzi, gli hanno  dato corpo e anima, il pane Carasau ha accarezzato teneramente ma con croccante decisione le pancette succulente e tese, le lonze, il prosciutto con la sua vistosa corona bianca, i salami piccoli e robusti. Per i fegatelli di maiale, però, abbiamo chiesto l'aiuto del vino rosso.
In attesa dei primi ho consolidato questi superbi sapori affacciata alla terrazza e immersa nel paesaggio con la gradevole compagnia dei miei commensali.
I piatti serviti sono stati una scoperta. I primi ravioli hanno la forma di un otre, con la tipica bocca di apertura stretta e allungata, ma con il corpo ingentilito da un dorso frastagliato il cui contenuto è un ripieno morbido di patate e formaggio. I ravioli quadrati, con un ripieno di ricotta e prezzemolo, sono ricoperti da un sugo semplice di pomodoro maturo e fresco. I piccoli gnocchi( malloreddus?) si sposano benissimo con la salsiccia dal gusto deciso di peperoncino piccante. Un trionfo di delicatezza e forza. Il Canonau ha annaffiato generosamente il tutto lasciando il palato soddisfatto.
Di nuovo affacciata alla terrazza perdo lo sguardo nell'alto infinito non senza notare il movimento degli armenti più in basso. Le vite che  scorrono parallele alle nostre ci tengono sempre compagnia.
Le carni arrivano in tavola tenere, succulente, morbide e croccanti insieme, ben cotte e saporite al punto giusto. Agnello e Porceddu. La qualità è garantita dalla casa come tutto il resto.
Non mi dilungherò sui dolcetti misti serviti in un cestello rotondo di fili intrecciati, ma parlerò  delle Seadas calde e grondanti miele, di cui hanno vestito il colore, con un cuore tenero e misterioso predisposto a filare ma troppo riservato per farlo.
In tavola divido la mia attenzione tra la gentilezza raffinata di una signora alla mia sinistra e la serena abitudine colloquiale dell'uomo alla mia destra. Il "lui" in questione è quello che divide con me la sua vita da ben quarantadue anni. La signora, in quest'armonia di profumi e di sapori, sta facendo un lavoro speciale che non sfugge alla mia attenzione benchè assorbita dalla conversazione amabile, dall'allegria, dai lazzi, dagli scherzi giocosi, dai discorsi anche seri che variano dai ricordi di scuola alla politica, dalle esperienze di arte culinaria agli aneddoti di famiglia con immagini di bambini che si accavallano festanti attraverso i racconti degli adulti. Con molta semplicità mi introduce e mantiene dentro la comitiva, che è più sua che mia, dandomi la possibilità di sentirmi a mio agio come se fossi stata sempre in mezzo a loro. Molto carino da parte sua. E' lei che mi dedica un brindisi, alzando il calice, per i miei quarantadue anni di matrimonio. Lamenta che, l'unica pecca di quel pranzo gradito a tutti, è la sconveniente temperatura della Vernaccia dorata che ha riempito i bicchieri. Io ho un'altra convinzione. Il vino si è, suo malgrado, scaldato con il calore e la gentilezza della signora.




                                                  








Repost 0
Published by Liliana - in Chiacchiere
scrivi un commento
18 maggio 2009 1 18 /05 /maggio /2009 22:46

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
Ho fatto una crostata per un compleanno e, dopo avere constatato che non avevo un piatto  abbastanza grande per poterla sformare, ho deciso di lasciarla nella teglia di cottura e di "vestirla" così. Ho preso dei semplici tovagliolini di carta colorati ( in questo caso rosa e verdi ) , li ho sfogliati per renderli più sottili, sovrapposti e piegati in due e li ho infilati arricciandoli  con la punta arrotondata di un coltellino da cucina, intorno al dolce lungo il bordo interno della teglia. Ho poi elaborato due rose con lo stesso materiale. Che ve ne pare?

 
 
La forma di questa ciambella ,che non è fedele al famoso proverbio che "non tulle riescono col buco", mi ha suggerito invece questo decoro. Stessi tovagliolini e anche qui semplici rose di carta. Una torta Cenerentola vestita da Principessa. E allora............BUON COMPLEANNO!!!!!

Repost 0
Published by Liliana - in Chiacchiere
scrivi un commento
7 maggio 2009 4 07 /05 /maggio /2009 22:28

E' evidente che il tempo, citato anche nel titolo che ho voluto dare al mio blog, forse inteso coma passato, emerge spesso perchè è entrato anche nel titolo che ho dato alle sensazioni che ha suscitato in me  una giornata speciale che  ho passato in compagnia di una persona altrettanto speciale che mi vanto di avere per amica da lunghissimo tempo. La giornata ha suscitato in entrambe un'emozione particolare che io ho tradotto in parole con questa

                            Immersione nel tempo

 

  La casa è accogliente.Le luci sono accese ma l'atmosfera è soffusa. Le tende non ci sono ma fluttuano ugualmente.Non granelli di polvere, ma gocce di dolce personalità si posano sui mobili, sui boccioli di rosa immersi nell'acqua che brilla nel vaso slanciato, sulla primavera con l'abito di primule del centro tavola,sulla collezione di ninnoli che ammicca dietro i vetri delle bacheche illuminate.
   I due uomini si muovono quasi imbarazzati e non sanno come si comporteranno; poi decidono autonomamente dietro la spinta del loro essere. Uno è un po' spaesato e, per non disturbare, esce silenzioso. Farà quella salutare passeggiata che lo gratifica tanto e per l'ora e per il luogo che andrà ad esplorare.




 






L'altro, di casa, un po' irrequieto,va verso la TV, gira i canali come può perchè non è padrone della tecnologia del telecomando e poi decide; esce anche lui, presente in corpo ma non in
spirito perchè lo immerge tutto dentrola bocca di un librone che lo divora.




 I due uomini, quasi per intesa, hanno lasciato lo spazio migliore alle due donne
   Loro prendono le loro scatole moderne, contenitori di CIP,WORDEXCELL,per lanciarsi nel WEB, ON LINE, ridono entusiaste, sono contente come sempre quando stanno insieme. Non lo sanno, ma si stanno immergendo nel tempo, andranno in un altro momento, andranno verso ieri.
   Si immergono nello schermo e studiano il funzionamento del pc, ma......non è oggi, è ieri....Sono immerse nei libri scolastici. Leggono il sillabario, svolgono un tema, un problema. Con aria di complice intesa una suggerisce all'altra quello che sa di più.......fanno analisi grammaticale e logica.......poi studiano diritto, economia, finanze, ricopiano appunti di ragioneria, stenografia, preparano una interrogazione di italiano: Dante, Petrarca, il Dolce Stilnuovo, un esame di riparazione, l'esame di maturità. Ora sono pronte per il tè, la dolce parentesi per alleggerire il peso dello studio. Stanno ridendo contente consapevoli della loro giovinezza, si stanno confidando tormenti adolescenziali. I figli, i mariti, le responsabilità dei vecchi malati, gli acciacchi dell'età, la sconsolata impotenza di fronte alle avversità, sono lontane nel tempo......Verranno poi. E' un'atmosfera incantata. Ridono contente. E' tutto al di fuori di loro e di quel momento.   
   Momenti così bisogna incorniciarli e non lasciarli scivolare tra le dita. Bisogna chiudere il pugno e imprigionarli perchè sono momenti incantati e se non ti soffermi a coglierli si dissolvono e scivolano come sabbia tra le dita aperte.
   Dopo è venuta la cena, l'incontro con le altre amiche, la chiacchierata animata, lo scambio di notizie, i complimenti per la qualità delle pietanze. Un bel momento, ma era un altro momento. Dopo era oggi. Il momento di ieri è stato solo per loro.


   
 

Repost 0
Published by Liliana - in Chiacchiere
scrivi un commento
25 gennaio 2009 7 25 /01 /gennaio /2009 17:41
Repost 0
Published by Liliana - in Chiacchiere
scrivi un commento