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Una decorazione preziosa firmata D P






Ma se metto il naso fuori del mio giardino...........

Le rose del mio giardino 
Le rose del mio giardino


La pesca Paola esemplare unico dell'unico pesco del
mio giardino


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26 dicembre 2010 7 26 /12 /dicembre /2010 18:33

 IL MIO PANE NATALIZIO

 

SDC11025

Una  grande maestra di cucina, di cui mi sfugge il nome in questo momento, mi ha suggerito una volta questo pane e io ne ho fatto tesoro assumendolo a simbolo di pane di Natale. Così ho impastato farina e lievito  aggiungendo i colori e gli aromi   di cannella, zenzero,curcuma, zafferano,paprica. l'ho lasciato lievitare e l'ho cotto lasciando che sprigionasse profumi che sanno di deserto, di caldo, di oasi tranquille e di mistero poi  l'ho infilato ancora fragrante nella gerla dei Re Magi per accompagnarli e confortarli nel loro viaggio dietro la Stella Cometa verso la capanna di Betlemme. Questo pane prezioso si unirà ai  doni che  recano a Gesù Bambino.

Oro,incenso, mirra e, perchè no?.....pane. 

                                                                               SDC11024                                       

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26 ottobre 2010 2 26 /10 /ottobre /2010 18:35

Si chiamano così. Sono Amaretti tutto l'anno e quando arriva Ognissanti e il 2 Novembre diventano Fave dei morti. Adesso ci siamo americanizzati e festeggiamo Halloween con grande felicità dei nostri bambini che si vestono da mostri e da fantasmi senza sapere perchè e vengono a bussare alle nostre porte chiedendo "dolcetto o scherzetto?". Questa tradizione che viene dall'Irlanda e che fa delle zucche gialle le regine della festa ha fatto invasione anche  da noi che tuttavia non ne conosciamo l'origine. Ci siamo dimenticati delle nostre belle tradizioni? So che ogni regione ha affidato a dolci particolari il compito di riconoscere la ricorrenza. Ricordo che in Liguria, mia regione adottiva per ben 37  anni, tradizione vuole che si mangino in questo periodo le "ossa dei morti". Noi invece gradiamo trovare sulle nostre tavole questi amaretti di mandorle dolci o amare che chiamiamo appunto

 

Fave dei morti

 

buoni.jpg

 

 

Si trovano in pasticceria dolci o amare a seconda della preferenza dei palati, morbide o friabili a seconda delle esigenza di dentiera

Io ho provato a farli così con:

 

175 gr di mandorle frullate finemente

(chi preferisce può sostituire 25 gr di mandorle dolci con uguale quantità di amare 

175 gr di zucchero

2 albumi rigorosamente a temperatura ambiente

qualche goccia di limone

1 bustina di vanillina

 

Montare gli albumi con una frusta elettrica e con l'aiuto di qualche goccia di limone aggiungendo man mano lo zucchero fino ad ottenere un composto molto sodo tanto sodo che quando si tolgono le fruste esse dovranno lasciare l'impronta. Il limone e la temperatura ambiente consentiranno di ottenere questo risultato. Foderare una teglia con carta forno e distribuirvi dei mucchietti della grandezza di una grossa noce. Si può usare un sac a poche o semplicemente un cucchiaino. Infornare a 170° statico per circa 30 m.

Provateli. Sono deliziosi. Parola mia.

Qualcuno può suggerire altre dolci tradizioni?   

 

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20 ottobre 2010 3 20 /10 /ottobre /2010 19:11

Finalmente il pane

 

Il Pane: il più semplice, il più scontato, il più conosciuto, il più usato, il meno sofisticato, ma il più nobile degli alimenti. Io ne sono un'appassionata cultrice e da qualche anno  lo faccio da me. L'ho già fatto tanto volte col lievito che comunemente usiamo tutti per gli impasti ,quello di birra ,ma poi mi sono incuriosita sulla funzione del lievito madre e ho cominciato a prepararmelo e ad usarlo. Mi piaceva l'idea di questo lievito fatto da me e lui,da quando ho cominciato ad usarlo, ha sempre fatto il suo bel dovere. Tuttavia il sapore del mio pane aveva un retrogusto  acido sul quale sorvolavo perchè lui aveva comunque una bella fragranza, un bell'aspetto, un bel colore e dava un calore e un profumo speciale alla mia casa quando lo cuocevo. Adesso però, a furia di provare ostinatamente a modificare le dosi dei suoi semplici ingredienti, sono riuascita a fare il mio pane perfetto senza acidità di sorta, quello che ,appena sfornato mangi con voluttà avvolto intorno alla nostra favolosa mortadella Bologna oppure trasformato in succulenta bruschetta con i pomodori  dell'estate ( meglio se cuori di bue), con olio profumato, qualche goccia di aceto di vino, sale e pepe. Semplice il pane, semplici gli ingredienti che lo accompagnano. E' ottimo anche usato a scarpetta in una buona zuppa di pesce o spalmato di crescenza o....o.....o.....con tutto. Come lo faccio?

Con:

350 gr di farina 00

350 gr di farina manitoba + q.b. per un lievitino iniziale

3 gr di lievito di birra sciolto in mezzo bicchiere di acqua tiepida + 1/2 cucchiaino da caffè di zucchero

350 gr di acqua tiepida

150 gr di lievito madre

3 gr di lievito di birra sciolto in mezzo bicchiere di acqua tiepida + 1/2 cucchiaino da caffè di zucchero

 

 Negli ingradienti non è previsto il sale. Così si fa il pane da noi. E' conosciuto come pane toscano perciò sciapo ma sciapo non è ed è, in tavola, il giusto equilibrio per gli alimenti il cui gusto non viene "ammazzato" dal sapore del pane che rimane un degno e discreto complemento della tavola.

Si prepara per primo il "lievitino" iniziale con mezzo bicchiere di acqua tiepida, il lievito di birra, lo zucchero e 5 cucchiaiate di farina Manitoba che è una farina di rinforzo.L'impasto che si ottiene deve risultare molto morbido perciò è preferibile farlo in tazza. Quando questo impasto ha raddoppiato, anzi triplicato il suo volume si prepara l'impasto fondamentale con le due farine setacciate assieme, il lievito madre,  il "prelievito" e l'acqua. Si deve impastare molto bene ed enrgicamente. Io per la verità comincio nella mia impastatrice poi trasferisco l'impasto nel tagliere e lavoro con forza e decisione strappando la pasta e battendola energicamente sul piano di lavoro.

 

Strappato

 

Quando si ritiene che sia lavorata abbastanza si forma una bella palla

Impasto

che tagliata a metà deve presentare all'interno tanti piccoli forellini che ci indicano che è stata incorporata abbastanza aria.

.

Impasto a metà

 

Io lo divido anche perchè, volendo due filoni,metto a lievitare le due parti separatamente in due boules trasparenti unte di olio. Perchè questa scelta? L'olio è per non fare attaccare l'impasto alle pareti del contenitore così, quando andrò a preparare i filoni, non dovrò maneggiarlo troppo  e non mi si sgonfierà. La trasparenza mi aiuta a vedere la lievitazione all'interno dell'impasto.

Adesso posso mettere il mio pane a lievitare. Ci vuole un pò così io mi faccio aiutare dal mio forno che ha un programma apposito per la lievitazione. Chi non ha questo programma può scaldare il proprio forno fino a 60° - 70° e poi spegnerlo, infilarvi l'impasto ,naturalmente coperto, a lievitare.Io lo copro con delle teglie di alluminio capovolte per   mantenere umidità all'interno. Quando l'impasto ha triplicato il suo volume e si vedranno in superficie e all'interno (v. la funzione del contenitore di vetro?) io metto della carta forno in una teglia rettangolare verso prima un impasto e poi l'altro, trattandoli delicatamente per non sgonfiarli troppo, e do ad entrambi una forma allungata. Rimetto in forno tiepido , questa volta coperto con un canovaccio, e lascio lievitare ancora un' oretta. Tolgo dal forno e lo accendo a 240° con funzione statica e quando ha raggiunto la temperatura inforno avendo cura di abbassarla a 200°. Cuocio per un'ora.

Cominciate a percepire la fragranza del pane fresco solo a parlarne? Io si. Dopo un'ora sarà cotto. Io lo tengo all'interno del forno ancora dieci minuti e poi.... ecco qua

 

pane-a-fette.jpg

 

Accompagnatelo con quello che volete e ...buon appetito!

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Published by Liliana - in Cucina
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22 settembre 2010 3 22 /09 /settembre /2010 20:30

Dopo essere caduta in letargo per tanto tempo mi sento di rientrare festeggiando il mio risveglio con questa splendida

 

ROSE DI TORTA pardon TORTA DI ROSE

 

 

Rose nella carta davanti

 

 

 Non è un lapsus. Non so effettivamente come chiamare questo prodotto elaborato dalle mie mani e dalla mia fantasia.E' più una torta di rose con rose di carta al seguito o sono più rose di torta con sorelle di carta? Chiamatela come volete ma, se volete un consiglio, fatela ,cogliendo i suggerimenti che scriverò di seguito. Lei è andata a una festa di copleanno per bimbi impacchettata così.

 

 

Cartoccio di rose 1

 

 

Ho pensato bene di appendere le ricette perchè c'è sempre qualcuno che,gradendo,vuole cimentarsi in cucina nell'arte della pasticceria casalinga.

 

Ingredienti per la pasta

 

50 gr di burro,2 cubetti di lievito di birra,1/2 kg di farina 00, 2 rossi d'uovo,50 gr di zucchero,250 gr di latte, un pizzico di sale.

 

 

Ingredienti per la farcia

 

150 gr di burro,150 gr di zucchero,1 cucchiaio di latte,un cucchiaio di rum

 

 

Intiepidire il latte e sciogliervi il burro e il lievito. Versare la farina con il pizzico di sale in una ciotola e formare una cavità al centro della quale versare il liquido con i rossi d'uovo. Battere con i rebbi di una forchetta prima di amalgamare il tutto. Impastare bene con l'aiuto di un cucchiaio di legno, coprire con un canovaccio e fare lievitare per mezz'ora almeno chiuso in forno.

Intanto preparare la farcia mescolando a crema lo zucchero,il burro e il latte.

A lievitazione avvenuta cospargere un tagliere con parecchia farina perchè il composto sarà appiccicoso, versare l'impasto sul tagliere e, prima di appiattirlo col matterello dello spessore di 2 cm circa, coprirlo con altrettanta farina.

Spalamrvi sopra la farcia, usando la lama di un coltello, avendo cura di lasciarne due cucchiaiate,tagliare delle strisce da 5 cm circa, arrotolarle e disporle su una teglia del diametro di 30 cm distanziate l'una dall'altra. Lasciare lievitare per un'altra mezz'ora.

Infornare a forno statico caldo a 180° per 25 m.

Togliere dal forno, distrubuire su ogni rosa la farcia rimasta alla quale avrete aggiunto una cucchiaiata di rum per aromatizzare. Rimettere in forno finchè lo zucchero della farcia non sarà cristallizzato e la torta non avrà assunto un colore dorato.

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Published by Liliana - in Cucina
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15 marzo 2010 1 15 /03 /marzo /2010 10:08

trecce lampada


Finalmente ho portato a termine il mio lavoro! Approfitto degli ultimi rigori di questo tardo inverno per indossarla. E' simpatica, calda, morbida e, soprattutto, inventata da me. Ho intessuto trecce,trecce,trecce a non finire.... un tappeto di trecce e ho dato il tocco finale con un sottile merletto di rifinitura. Ho intrecciato trecce e pazienza. Ho commesso errori in questa marea di trecce e ho disfatto parecchie volte. Ma non mi sono scoraggiata. Mi ha animata la fiducia nel risultato finale. Cambio
nome? Va bene Penelope 2000?..... Io però non ho i Proci alle calcagna e non aspetto Ulisse

trecce collana Un tocco che non guasta


trecce4 Un Particolare del girocollo





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Published by Liliana - in Maglia ai ferri
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15 febbraio 2010 1 15 /02 /febbraio /2010 20:55

rose di carnevale 

Ho anticipato il martedì grasso. Frappe, cenci, bugie,cresciole. Chiamatele come volete. Io le ho trasformate in un bouquet di rose. L'idea non è mia ma di una brava maestra di cucina, Susanna Badì, i cui suggerimenti sono sempre molto preziosi. Io li ho messi in pratica oggi per questo piatto che ho preparato per un caro e golosissimo amico.L'ho arricchito con delle rose di carta. Questa è una creazione tutta personale.

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Published by Liliana - in Cucina
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13 febbraio 2010 6 13 /02 /febbraio /2010 19:02

 DSCN1260[2]

Io ho solo impastato e consegnato l'impasto alla mia amica Luisa che ha inventato questi deliziosi fiori commestibili per i suoi nipotini. Un'idea eccellente per carnevale. La ricetta? E' su questo blog sotto il titolo PASTICCERIA CASALINGA - Tartellette alla crema di limone. E il cuore dei fiori? Smarties! Semplice,no?

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Published by Liliana - in Cucina
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1 febbraio 2010 1 01 /02 /febbraio /2010 18:06

Nella mia stanza all'aperto, all'imbrunire, comincia a nevicare

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La nevicata è stata copiosa; è durata tutta la notte.La mia stanza all'aperto è piuttosto riparata ma guardate un po'

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Possiamo ora dire che comincia il disgelo?

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Che magnifica nevicata! Questo angolino di paradiso non mostra il vero volto dell'evento. Affacciamoci dall'altra parte
SDC10622Niente male!SDC10620E poi

SDC10642 Magnifico! Il Generale Inverno si è fatto rispettare!


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Published by Liliana - in Chiacchiere
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13 dicembre 2009 7 13 /12 /dicembre /2009 21:51

Pasticceria casalinga
Sono nati ieri e hanno già preso il volo.Sono:
Diplomatici alla marmellata di mele cotogne
 Tartellette alla crema di limone
Brutti ma buoni
Sono andati sulla mensa della mia carissima cugina e mi pare che siano stati graditi. Sono stati il coronamento di una bella serata a base di porchetta e C. C.  di Carne ( porchetta di maiale e insaccati ) e C di  Carciofi ( carciofi fritti, torta di carciofi,carciofi alla Giudia, carciofi teneri ,carciofi buoni carciofi che hanno fatto nere le mani di mio cugino). C di Chiacchiere. Potenza delle chiacchiere. E' strano che si mangia e si parla di mangiare, di ricette ,di cibi speciali per le nostre gole d'oro,di ricerca di cibi prelibati......noi compriamo lì .....invece noi compriamo là ....le verdure fanno bene, io non voglio l'aceto, io non voglio il prezzemolo, io preferisco il limone, no il limone non si adopera nemmeno per sbiancare le verdure che contengono tanto tannino....io preferisco l'insalata con l'aceto....io preferisco che l'aceto sfiori appena l'insalata.....Chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere. Il buon cibo e le chiacchiere sono i componenti fondamentali di una buona serata in compagnia. Comunque,per chi volesse,ecco la ricetta delle tartellette.La pasta delle tartellette serve anche per i diplomatici alla marmellata.

                                                                 
                                                    TARTELLETTE ALLA CREMA DI LIMONE

Per la pasta

300 gr. di farina,100 gr di zucchero,100 gr di burro,1uovo e 1 rosso 1 cucchiaio di latte, una bustina di lievito, un pizzico di sale.
Si lavorano prima le polveri con il burro freddo  fino ad ottenere un composto granuloso. Si aggiungono poi le uova e il latte velocemente per non scaldare troppo la pasta. Ottenuto un impasto liscio si pone a riposare in frigo almeno per un'ora. Si prendono degli stampi da crostatine e si ngono con burro fuso aiutandosi con un pennello e si infarinano. Si stende la pasta con il matterello e si foderano gli stampini. Si riempiono di crema e si coprono con delle striscioline di pasta come sulle comuni crostate. Si inforna a forno ventilato 175° per 20 m.
Per la crema
250 gr. di acqua,50 gr di burro, 25 gr di fecola di patate,raschiatura di 1/2 limone, 2 cucchiai di succo di limone,1 rosso d'uovo, due cucchiai di zucchero.

E' una crema simpatica e gustosa graditissima sulle crostate come in questo caso. Mettere acqua. zucchero,fecola,burro,e raschiatura di limone  in un pentolino sul fuoco e mescolare. Quando la crema raggiunge una certa consistenza spegnere e continuare a mescolare. Lasciare raffreddare leggermente e aggiungere il rosso d'uovo e il succo di limone.

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Published by Liliana - in Cucina
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25 novembre 2009 3 25 /11 /novembre /2009 18:50


E' una vecchia ricetta di famiglia che mi ha suggerito tempo fa la carissima zia. Oggi l'ho realizzata non solo per me ma per portarla da una  amica che mi ha gentilmente invitata a cena. E' una ricetta che non fallisce nè nell'aspetto nè nel  gusto e io la voglio trascrivere e, chi è amante della buona cucina come me, la può provare. Non rimarrà sicuramente deluso.

250 gr. di farina 00
80 gr. di burro
175 gr. di zucchero
3 uova
3 o 4 cucchiai di latte
la scorza grattugiata di un limone da giardino
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito vanigliato per dolci

Usando le fruste elettriche battere le uova con lo zucchero e quando sono ben montate aggiungere il burro fuso e freddo continuando a girare. Aggiungere anche il sale e la scorza di limone. Mescolare il lievito alla farina ed incorporarla al composto aiutandosi con qualche cucchiaiata di latte. Avrete già sbucciato 2 o tre mele (dipende dalla loro grandezza) che vanno irrorate ,per non farle annerire, con del succo di limone. Tagliatele a spicchi e poi a fettine sottili. Dopo avere versato il composto in una teglia del diametro di 32 cm, sistemare le fettine di mele sulla superficie infilandole a metà nella pasta obliquamente. Infornare a forno statico caldo a 180° per 30-35m. Quando è fredda cospargere la torta di zucchero a velo.

Provatela e.....fatemi sapere

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